L’Archeoclub di Lentini a Comiso.
Tra le attività “ istituzionali “ del nostro sodalizio, sicuramente le gite culturali, brevi, medie o lunghe, sono tra le più gradite e partecipate dai soci ( e non solo).
Perciò, dopo qualche mese di forzata sosta invernale, l’allungarsi delle giornate e le temperature più miti hanno indotto il nostro Direttivo a programmare un’escursione nella seconda metà del mese di Febbraio.

Ma, dopo circa quaranta anni di attività della nostra Associazione, la scelta della meta si presenta sempre più complessa e difficoltosa, soprattutto per quanto riguarda le gite di un solo giorno: la Sicilia sud e nord orientale è stata ormai “ setacciata” a tappeto, come pure l’ennese e l’agrigentino.
Dopo attente e meticolose ricerche, la scelta questa volta è caduta sulla cittadina di Comiso, nel ragusano, e la proposta ha riscosso immediatamente un incredibile riscontro: a poche ore dalla comunicazione, le adesioni erano già numerosissime, tanto da rendere necessaria la prenotazione di un secondo autobus.
E così, domenica 23 Febbraio, un foltissimo gruppo di soci ( circa 70) e qualche ospite, si sono ritrovati al consueto punto di raccolta, la via Patti, per partire alla volta della meta prescelta, a bordo di due pullman della ditta Manuel Viaggi, di Militello Val di Catania.
Il tragitto è stato breve, e già nella prima mattinata il gruppo è giunto a destinazione: ad attenderci la sig.ra Maria Concetta, la brava guida che ci avrebbe accompagnato alla scoperta del paese e delle sue principali attrazioni.

Nella piazza antistante il Castello Aragonese, ci ha dato le prime informazioni su questa piacevole ed ordinata cittadina, che deve la sua luce al materiale con il quale è realizzata la maggior parte dei suoi edifici, la tipica pietra bianca degli Iblei, un minerale arenario di cui sono ricche le cave circostanti; importante anche, per l’economia locale, la lavorazione del marmo, nei numerosi laboratori nella periferia del paese.
La zona è ricca di acque e risorgive , per la presenza del fiume Ippari (che nasce sugli Iblei e sfocia nel Mediterraneo, presso la vicina Santa Croce Camerina), e ciò spiega la presenza, in paese , di numerose fontane: singolare il detto che, a tal proposito , la nostra guida ci ha citato: “ pi acqua e gentilia, Comiso nun pinia” ( per acqua e gentilezza, Comiso non scarseggia), riferito appunto alla ricchezza di acque ed al garbo dei suoi abitanti.
Un breve accenno al bel castello aragonese, anche noto come Palazzo Naselli,una costruzione probabilmente risalente al XIII secolo, appartenuta a diverse famiglie nobiliari del paese, tra cui i conti Cabrera, e divenuta , attorno al 1600, la dimora dei Naselli, illuminata famiglia nobile di origine longobarda, che governò con oculatezza e spirito imprenditoriale la città sino al 1800 circa.

Dopo una rapida occhiata, solo dall’esterno, alla Chiesa di San Biagio, patrono di Comiso, ci siamo diretti verso la centralissima Piazza di Fonte Diana, cuore pulsante della città: al centro, l’omonima fontana, con la statua della dea della caccia.
Questo, secondo gli storici, fu il primo nucleo della città, attorno al 200 a.C. , per la esistenza , come già detto, di una grande abbondanza di acque.
La presenza romana nella zona é confermata dai vicini resti di un edificio termale ( in uso sino al periodo bizantino) : particolarmente interessante e molto ben conservato un mosaico raffigurante il Dio Nettuno, circondato dalle Nereidi.

La visita è proseguita con alcuni degli edifici religiosi più significativi: il primo, la Matrice, la Chiesa di Santa Maria delle Stelle ( già Santa Maria del Mulino, per la vicinanza nell’antichità, appunto di un Mulino); risalente al XV secolo, fu danneggiata dal terremoto del 1693, e ricostruita, in soli tre anni, grazie alla generosità del Conte Naselli: all’interno , di pregevolissima fattura, un soffitto ligneo policromo.
Tappa successiva, presso la Chiesa di S. Maria dell’Annunziata, anche questa dedicata alla Madonna, a conferma del carattere Mariano della città; anch’essa gravemente danneggiata dal sisma, fu ricostruita grazie anche all’iniziativa di un certo massaro Di Stabile, che finanziò le opere con una colletta popolare dallo stesso avviata, e con l’utilizzo di un tesoro miracolosamente rinvenuto. Tra le numerose opere d’arte al suo interno, di particolare interesse due tele del grande pittore contemporaneo Salvatore Fiume, nativo di Comiso, raffiguranti La Natività e la Crocifissione. Da questa Chiesa escono, nella mattina di Pasqua, i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto, che danno vita al suggestivo rito della “ Sciuta”: le due statue si avvicinano e si allontanano a più riprese, e l’azione si ripete dinanzi ad altre Chiese , concludendosi a tarda sera nella piazza Fonte Diana, dove finalmente si uniscono definitivamente.
Ultimo edificio religioso visitato ( ma in paese se ne contano numerosi altri, altrettanto pregevoli ed interessanti: tra questi, la Chiesa dei Cappuccini, ove sono custodite numerose mummie di frati e borghesi, in buono stato di conservazione) quello di San Francesco all’Immacolata, probabilmente la più antica Chiesa di Comiso, risalente al 1300, in origine dedicata a Sant’Antonio. Adiacente alla Chiesa sorgeva il convento di frati francescani, con al centro il grazioso chiostro, che si può ammirare ancora oggi. Tra le opere d’arte al suo interno, di particolare interesse il mausoleo del nobile Baldassarre Naselli, elegante opera marmorea attribuita al Gagini.

Ultima tappa di questa piacevole mattinata, la Fondazione Bufalino: allocata in un edificio all’interno dell’ex mercato ittico, ( un elegante spazio contornato da loggiati, dove erano collocate le rivendite di pesce e carne, con al centro un’elegante fontana), al suo interno ospita una imponente raccolta di libri ( la collezione privata dello scrittore, oltre 9.000 volumi italiani e stranieri, donata dalla famiglia), dischi, una videoteca, una raccolta di riviste letterarie, oltre a manoscritti, alle prime edizioni dei suoi scritti , fotografie , ed a varie testimonianze della vita e delle opere di questo grande scrittore ed uomo di cultura del secolo scorso.
Il programma della visita di Comiso prevedeva anche una tappa al Museo Civico di Scienze Naturali, che ospita interessanti collezioni di reperti fossili, conchiglie, insetti, crostacei: ma, a causa di un’interruzione dell’energia elettrica, la visita è stata annullata.
Ma l’appetito iniziava a farsi sentire: con un breve tragitto, abbiamo raggiunto il locale prescelto per il pranzo: “Le colline di Nunzio”, un’azienda agrituristica poco fuori paese, immersa nel verde della campagna iblea. Qui abbiamo consumato piatti della locale gastronomia, in particolare le tradizionali scacce, anche dette vota vota, focacce tipiche del ragusano, ripiene di verdure, formaggio, cipolle, prezzemolo.
Il pranzo è protratto più a lungo del previsto, e non è stato più possibile completare la nostra escursione con la prevista passeggiata pomeridiana; ma è stata l’occasione per scambiare piacevoli chiacchiere, nel consueto spirito conviviale del nostro sodalizio.
Alle prime luci della sera si è così conclusa la nostra visita di una cittadina che ci ha lasciato piacevolmente sorpresi per la sua luce, l’eleganza delle sue piazze e strade, la varietà dei suoi monumenti, e la vitalità della sua vita culturale, rappresentata da scrittori come Gesualdo Bufalino, o artisti come il pittore Salvatore Fiume o il cantante Salvatore Adamo.
Ancora una volta, una piacevole occasione per ampliare la conoscenza della nostra regione, ricca di tesori spesso sconosciuti.